Mauro Montacchiesi

Come vanesio istrione...

Come in una psichedelia
come un folle senza barriere
ho vissuto la mia giovinezza
senza accorgermi che era
un effimero battito di ciglia.
Come vanesio istrione
ho desiderato i riflettori del proscenio della vita
ed ho trascurato le cose più semplici
le più importanti
ho trascurato l'Amore.
L'Amore era un gioco
la vanità un'interminabile illusione.
Oggi recito le mie poesie alle onde del mare
che mi rispondono che non ho saputo vivere
che non ho saputo amare.
Oggi scrivo poesie d'Amore
perché con l'Amore tanto ho giocato
finché sotto le stelle
quando io amavo
l'Amore ha giocato con me
e Lei se ne è andata.
Lei
il dono più bello della mia vita.
Mentivo così bene
che mentivo a me stesso
senza neanche accorgermene.
L'Amore è dare
ed io non avevo mai dato niente.
Oggi dai miei occhi solo lacrime
dai miei occhi che sempre ridevano.
La sera è calata
con lei la notte
e torno a recitare poesie
alle distratte onde del mare
perché il sonno impietoso
non viene.
Nel cuore solo la speranza
che l'alba
mi riporti il dono più bello
che l'alba
mi riporti l'Amore!



 
 

 

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Veröffentlicht auf e-Stories.org am 10.03.2013.

 

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