Mauro Montacchiesi

... il Dio Tempo

Ingiallito
il diario ormai sgualcito del tempo
cinicamente sciorina i suoi
più rarefatti
più vividi
indelebili ricordi
mentre severo il Dio Chronos
d’aguzzo bulino stria
i vellutati d’un tempo
giovani orditi
del mio viso.
Chronos incide graffiti
primordiali
adolescenziali
…immortali
profumate sinestesie
da uno sfumato oblio
infiorano l’anima
... ed ancora
instancabile
il Dio Tempo
rigagnoli
ora dorati
ora di rosso ramati
e poi turchesi
in girandola di smeraldo riflessi
come greti
di liquide
incoercibili emozioni
agemina
sotto i miei occhi
come profeti
del mio già visibile futuro
che sarà eterno
di effimere
di profonde
di appena vissute emozioni.
I miei pensieri indugiano
su tutti gli umani di grande cultura
che ho incontrato
su quelli che dovrò ancora incontrare
... ed ecco mi libro
verso una meridiana incastrata
e non posso non chiedermi
quale sia la vera essenza
il grande valore del tempo.
L’anamnesi di te
quasi vibrasse in un platonico iperuranio
sembra una teurgia
un’immagine divina
nel regno della metafisica
dove la fantasia oscilla
come psichedelica bussola
dal magnete in delirio
… ed eccoti glissare tra le note
ora evanescenti
poi riaffioranti
del respiro ruvido della vita
… vibra di orfismo
una gemma che aulente si schiude
che tenera sboccia
fuori stagione.
Sembra un sassofono metafisico
stregato
l’algido afflato del vespro
che cede alle mistiche
arcane tenebre
… un desiderio di amore
di calore remoto
smarrito nel tempo
si fa strada nel cuore
… esalta una melopea crepuscolare
che scinde la mente
… intanto
un bisbiglio di malinconia
diventa erratica
solitaria monade
dell’universo.
E’ immanente nel mio cuore
un istinto gitano
… tento di evadere da un fato avverso
che a tratti obnubila le memorie
… ottobre sta per congedarsi
ed una precoce tramontana
centrifuga le foglie ed i rami
e con essi pure
ogni impulso di vita.
Ma la gemma appena sbocciata
resta misteriosamente lì
forse per dirmi
che la vita nasce
o forse rinasce
anche in momenti di intenso algore.
L’anima annega
nel lago opaco
immoto
delle memorie
e rivive la nostalgia
… incede uno struggimento fosco
che irrigidisce il cuore
con alito di ghiaccio
e dipinge impensabile
alieno
il germe di una nuova esistenza.
… mi lascio andare alle policromie
di una fantasia
ora pacata
ora convulsa
che tuttavia
improvvisamente si amplifica
tra i meandri
di momenti senza luce
… incessante vibra
un sussulto di amore nel cuore
… ed intanto
con monolitica fede
come ambrosia
come pietra filosofale
agogno
l’infinito
… l'infinito del tuo Amore!
 

 

 

 

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Veröffentlicht auf e-Stories.org am 23.10.2016.

 

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