Mauro Montacchiesi

... come Agiado Leonida

 

Venere

struggente stella della sera

inizia ad esaltare

il suo splendore

... i sogni ad occhi aperti

intanto

sempre più somigliano

a viole avvizzite.

Novembre è brumoso

... nei pensieri incide

tortuosi rivoli di tristezza.

Ho l'impressione

di non poter più chiedere niente

alla vita...

nel bene

nel male

mi ha dato tutto...

stasera vedo la mia immagine

proiettata nel firmamento

... ologramma di un argonauta

alla ricerca di un indecifrabile

vello d'oro.

Ho la sensazione

di aver già bruciato tutte le tappe

su questo alieno pianeta

... mi avvolge

il tormento del Golgota

dell'olocausto

per i suoi peccati.

Un'ansia cosmica

mi pervade

ed a te chiedo

Cristo

come hai fatto a sopportare!?

Un maestrale algido

ha circondato l'anima

... vorrei averti qui

a ravvivare le fiamme

... quanto mi mancano

i tuoi sorrisi

le tue carezze

... un incendio eterno

che eterno credevo.

L'afflato di Venere

romantico

ha scatenato nel cuore

la malinconia

che se ne stava silente

... un pianto lieve

si fa strada dagli occhi

come rorida stilla ad aprile

e si smarrisce

tra le evanescenti penombre

di metafisici onirismi.

Ogni istante che passa

sfido il deserto del giorno

appena passato

e tento di ricreare un'omeostasi

con il mio universo mistico

... soltanto nella brughiera del tormento

riesco a rintracciare

il riflesso della mia immagine

... come Agiado Leonida

nelle bollenti Termopili

di fronte ad un soverchiante nemico

attendo l'apoteosi

dello scontro sublime.

Venere

dal suo rutilante

trono notturno

mi intrappola

nel vischio dei ricordi

... tra poco l'aurora sarà

ed io invoco il tuo nome

con serena dignità

... il tuo volto è un turbinante

fragrante maroso

che incide

che inebria

le azzurre plaghe del cielo.

Inutilmente

mi affanno a centrifugare l'intarsio

di questa malinconia

ma lei è

stanotte

la sola certezza

... la sua tenerezza

agro-dolce

ammanta il cuore

che di nuovo sussulta

nel desiderio

delirante

nel tormento
soave

di te!

@

@

@ 

 

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Veröffentlicht auf e-Stories.org am 09.06.2013.

 

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