Mauro Montacchiesi

...il graal del tormento

Mi getto alle spalle

le vestigia cadenti

di struggenti memorie

di un percorso terreno

che è stato una corsa ad ostacoli.

Mi smarrisco

mentre il sole muore.

Sulle ali delle mie ormai amiche

delle mie ormai simbiotiche amiche

chimere

volano via le residue emozioni

dei miei desideri futuri.

Il vespro sciorina le sue mistiche organze

tra le pieghe dell'anima

ed intanto la mia lealtà verso Dio

trova ostello tra brumosi spazi di quiete.

Una brezza soave blandisce le ali

delle mie favolose chimere

mentre neonate stille di pianto

come specchi riflettono

il sorriso della luna.

Le tenebre incipienti

gettano le cimose

delle proprie gramaglie

sulla luce evanescente

di questo giorno

ormai giorno non più.

Il mio cuore indossa i paramenti sacri

per libare a fondo il graal del tormento.

Dei miei verdi deliri

null'altro mi resta

se non un irridente simulacro

a ricordarmi

gioie lontane

su lidi nel tempo smarriti.

Spesso ho battezzato il tormento

ed ho patito per le iniquità della vita.

Ancor più sovente

le mie mani hanno racchiuso

serti di dumi

ed ho gioito nel salmodiare al creato

tutto il mio inascoltato dolore.

Dio Onnipotente

ho la sensazione di vederti

di vedere la tua misericordia

ammantata da un fulgore di sconfinato amore.

Difficilmente riesco a redimermi

da questo mio eremitaggio terreno

tanto difficilmente

quanto per il sole privarsi dei suoi raggi.

La mia mente a quest'ora

dipinge esclusivamente variopinte fantasie

inquiete fantasie che volano via

che tornano

ma più non trovano

l'universo che avevano lasciato

nel bene

nel male.

Il vespro mi regala un caleidoscopio

di sfumature

di diafani

ora fiochi ora intensi ologrammi

di emozioni vissute.

Quando il sole tornerà a sorridere

la mia mente tornerà a scintillare di vibranti colori.

Sono un cercatore di pepite nel torrente del tormento

sono un esploratore di lande d'amore

intarsiate tra i riverberi di una preghiera.

Anche questa notte scivola via

come metafisico glissando

di un'arpa invisibile

remota.

Tra poco l'aurora irradierà

i cristalli davanti a me

ed io innalzerò in un carme

con profondissimo afflato

tutto il mio dolore

fuso con l'eco di un carillon

che inarrestabile ascende

dalle altere

indecifrabili

segrete dell'anima.

@

@ 

 

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Veröffentlicht auf e-Stories.org am 29.04.2013.

 

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