Enzo Rava

La Bambina

Sedevo su una panchina proprio sul ciglio di quel piccolo parco, la matita in mano per verificare se e quali passi di quelledizione del Decameronedel 1807 risultassero variati dalla versione oggi considerata canonica, pi esattamente stavo leggendo, la punta del lapis via via sotto ogni parola, la storia del cavaliere romano che era stato invitato dal re di Francia ma, pur lieto di tale dimostrazione di amicizia, si doleva di dovere partendo separarsi per qualche tempo della giovane, diletta moglie; e dopo una notte di baci e pianti - lei letteralmente disperata per quella separazione - gi era giunto alla prima stazione di posta fuori Roma quando si era accorto di avere dimenticato proprio il dono che lei gli aveva fatto, a mo di nontisconrdardime, nel letto nuziale.
La bambina stava giocando ad una decina di metri dalla mia panchina, con una paletta di plastica cercava di scavare un buco nella dura cotica derba, non le riusciva facilmente ma insisteva, con tenacia. I suoi genitori dovevano essere non molto lontano, a conversare forse con dei conoscenti; genitori che - avevo pensato osservando la piccola - erano certo persone di cultura e di gusto perch lavevano abbigliata non con la solita uniforme da supermercato - jeans, camicetta, giubbotto, scarpe da tennis - ma con un abitino di cotonina bianca a pois rossi, vagamente desueto ma che, con le due treccine strette strette e fermate da un nastrino, le dava una sorta di distinzione; del resto era assai graziosa, e mi avevano anzi colpito i suoi occhi grigio-chiaro quando, mentre mi sedevo su quella panchina di legno e ghisa, mi aveva lanciato unocchiata scrutatrice e, in qualche modo, severa.
Il cavaliere romano cambia i cavalli, ma soltanto per tornare immediatamente a Roma a riprendere quel pegno damore dopo la breve assenza, e trova la giovane moglie ancora a letto ma, nel letto caldo ancora degli abbracci dei loro corpi, con un garzone molto impegnato a soddisfarla. Fu a questo punto che trovai una parola che mi parve estranea al lessico del Boccaccio, una revisione o restauro per favorire la lettura di chi gi al tempo di quella edizione usasse tuttaltro lessico e la sottolineai a matita; con la coda dellocchio notai quelluomo che si avvicinava, alzai lo sguardo ad osservarlo per quanto distrattamente, mi parve sui sessanta o poco oltre, civilmente vestito in giacca calzoni e addirittura cravatta che i pi ormai non la portano che in particolari occasioni; si ferm davanti alla bambina, ad osservare il suo gioco; tra me sorrisi perch mi resi conto che, nella stessa situazione, avrei fatto la stessa cosa. Ed avrei detto le stesse, solite, ovvie parole che rivolgiamo a bambini che non conosciamo, ma che ci inteneriscono. Non sentii che cosa esattamente le disse per sono certo che fu qualcosa come: Ma che bella bimba, sei! che gioco stai facendo?
La ragazzina - era sugli otto, nove non di pi - alz gli occhi, lo fiss un istante, torn alla sua impresa senza rispondergli, mi parve. Non ero particolarmente preso da quella mia lettura, il testo del Boccaccio lo conosco a memoria grazie alla lunga pratica professionale, o comunque mi riesce facile notare una parola a volte anche un semplice segno di punteggiatura diversi da quello che abbiamo adottato come testo ufficiale, diciamo cos; girando pagina alzai gli occhi e notai che luomo non sera scoraggiato o anzi era stato stimolato dalla freddezza della bambina (mi fanno sorridere quando paiono respingere severamente linterlocutore); quello aveva messo le mani nelle tasche dai calzoni, un gesto invero che mi parve incongruo, troppo disinvolto per la sua figura - appariva in qualche modo riservato, timido, certamente un po chiuso - e ad un certo momento si chin in avanti, per osservare i vani ma ostinati sforzi della pupetta di scavare quel buco: a quale scopo mi fu dimprovviso chiaro quando la vidi, il volto corrucciato, afferrare il bambolotto di pelouche che aveva accanto e tentare di infilarlo, a testa in gi, nel troppo piccolo foro; chiss per quali colpe il poverino veniva cos duramente punito (i bambini, spesso, sono pi severi di noi).
Ma che cosa stai facendo? le chiese luomo, immaginai cio che le chiedesse, perch quello che le avrei chiesto io. Non so se lei gli rispose perch il quel momento non le vedevo il volto ma la nuca, con la netta linea bianca della scriminatura dei capelli; ma, se gli rispose, fu per spiegargli con irritazione che il bamboccio era stato cattivo, che doveva essere castigato.
Vidi come lui sorridesse vagamente, divertito ma in qualche malinconico per quella punizione efferata. La bambina comunque, rilevato che la fossa era ancora insufficiente a tanta inumazione, riprese a scavare o meglio scopr che prima di tornare alla paletta le conveniva strappare a mani nude qualche cespo derba, per mettere la terra a nudo. Il cavaliere romano era intanto arrivato alla corte di Francia, festosamente accolto dal sovrano ed anche dalla sua bella signora; non sollevai per qualche tempo gli occhi dal testo perch fu soltanto quando i due sorpresero la regina fornicare con un orribile nano e decisero di andar per il mondo a verificare se ci fosse una qualche donna onesta che il libro mi scivol di mano e cadde sul prato (devo ammettere che mi accade piuttosto spesso, quando leggo, di essere ad un certo momento colto dal sonno, qualche istante almeno).
Mi piegai a raccoglierlo e vidi che anche luomo si era chinato, le mani sulle ginocchia, sulla piccola e le parlava, con quel lieve sorriso vagamente triste; che ora potevo sentire le loro parole, il vento doveva aver cambiato direzione, una lieve bava comunque sufficiente, ch del resto erano a pochi metri di distanza.
Ma perch vuol metterlo sottoterra? - chiese - E molto grazioso.
E stato cattivo, ha disobbedito.
Forse sei troppo severa con lui. Guarda i suoi occhi, a me paiono quelli di un bambolotto buono ed anche spaventato.
Ha disobbedito, insistette la piccola, severa.
In quel momento notai una coppia, ancora giovane, che stava attraversando il prato nella nostra direzione, lei piuttosto minuta che camminava cautamente osservando lerba davanti ai suoi piedi, lui un tipo pallido, pallore accentuato dal contrasto con la barbetta nera, baffi e barbetta a punta, certo molto curati.
Anche la bambina li vide, parve scuotersi, bruscamente disse alluomo Lasciami e quello si rialz, puntando le mani sulle ginocchia. La coppia - mi era ormai evidente che si trattava dei genitori della piccola - erano adesso a non pi di cinque o sei metri, e fissavano figlia e intruso, il padre con le sopracciglia aggrottate.
Quando le giunsero accanto la bambina scatt in piedi, come spaventata, teneva ancora nella sinistra il giocattolo, sporco di terra, alz la destra puntando lindice contro luomo e gridando, un vero e proprio grido: E stato lui! e quando suo padre allung il passo e fece anzi un vero e proprio balzo nella sua direzione, torn a gridare: Io non ho fatto niente! E stato lui a toccarmi!
Lanziano, che in qualche modo catalogai
come pensionato, pensionato e solo, si volt a guardare i genitori di lei che non aveva veduto avvicinarsi, ebbe un attimo di stupefatta esitazione, notai che apr la bocca come per dire qualcosa, era in tutta evidenza impaurito, spicc un salto, diciamo, insomma si mosse quanto pi rapidamente poteva - non era certo un ginnasta - uscendo dal prato, volse nuovamente lo sguardo allindietro, al padre che aveva raggiunto la bambina attirandola bruscamente a s come per proteggerla e con quel tentativo di corsa attraverso il marciapiede luomo raggiunse la strada proprio mentre lautobus, che si era mosso dalla fermata distante una cinquantina di metri, aveva preso velocit e forza durto.
Ci fu un rumore sordo, quasi che qualcuno avesse colpito con un sacco di stracci langolo anteriore sinistro dellautomezzo; poi un totale silenzio, rotto qualche istante dopo da un nuovo grido della bambina: Io non ho fatto niente! E
lui che mi ha toccata!
Qualcuno accorse poi altri, si form un piccolo capannello sul marciapiede; lautista del bus era subito sceso, Mi si buttato sotto!, gridando. Una donna si chin sul corpo rannicchiato a terra, qualcuno la ammon Non tocchi niente, un ragazzotto gi stava premendo i tasti sul cellulare, il 112 immagino, o il 118.
Il padre aveva messo una mano dietro la nuca della figlia - quella riga bianca e diritta della scriminatura che teneva avvinta a s, la moglie si era accostata stringendosi a loro. Mi resi conto di essermi alzato di colpo dalla panchina lasciando cadere a terra il cavaliere romano ed il re di Francia. Feci qualche passo verso quel gruppetto di persone sul marciapiedi, era evidente che di l ad un istante avrei detto, non avrei dovuto dire altro che: Non vero: le parlava soltanto, del bambolotto.
Ma mi fermai di colpo, fulminato da un
pensiero: certo, avrei dovuto dirlo, per rispetto della verit, per rispetto di quel mucchio di stracci davanti alla testata dellautobus. Ma, per rispetto della verit, valeva la pena di accusare d omicidio, sia pure soltanto colposo, preterintenzionale, che so, una bambina di sette, otto anni - che da quellistante se ne sarebbe portata per tutta la vita il marchio? I bambini sono spesso pi crudeli di noi, che gi molto lo siamo, ma sono innocenti gi per definizione.

 

Alle Rechte an diesem Beitrag liegen beim Autoren. Der Beitrag wurde auf e-Stories.org vom Autor eingeschickt Enzo Rava.
Verffentlicht auf e-Stories.org am 20.12.2009.

 

Leserkommentare (0)


Deine Meinung:

Deine Meinung ist uns und den Autoren wichtig! Diese sollte jedoch sachlich sein und nicht die Autoren persnlich beleidigen. Wir behalten uns das Recht vor diese Eintrge zu lschen! Dein Kommentar erscheint ffentlich auf der Homepage - Fr private Kommentare sende eine Mail an den Autoren!

Navigation

Vorheriger Titel Nchster Titel


Beschwerde an die Redaktion

Autor: nderungen kannst Du im Mitgliedsbereich vornehmen!

Mehr aus der Kategorie"General" (Kurzgeschichten)

Weitere Beitrge von Enzo Rava

Hat Dir dieser Beitrag gefallen?
Dann schau Dir doch mal diese Vorschlge an:

Enzo Rava contastorie - Enzo Rava (General)
Pushing It - William Vaudrain (General)
Pushing It - William Vaudrain (General)