Antonio Justel Rodriguez
.PER ACCENDERE L'ETERNITÀ
...questo scrutinio del dolore, quello che ferisce e mette a nudo la voce,
le labbra e le ossa, questa stanchezza finale di ciò che è o rimane,
[tediosità, brevità e freddezza]
quanto a lungo, quanto a lungo dovrà durare?
...Dio del mio corpo, fa' sgorgare una sorgente di forza vitale
con cui arginare i miei fiumi e i miei mari neri,
osserva in quale tremore sostengo il mio essere e in quale sventura
la fede in sé stessa si estingue e non offre alcun conforto;
...è lecito umiliarsi, fermarsi e poi guardare le calamità sorgere o passare?
È lecito la solitudine con l'immenso dominio che il suo potere comporta?
...oh vecchio dio, con le mie virili crisi, ho bisogno di vivere, di tendere e percorrere la luce,
di accendere l'eternità con questo duro istante, anche se in seguito i crolli mi distruggono le spalle,
e non appare né amore né libertà, neanche il più lieve canto con il suo barlume di fuoco
nel mio petto;
...oh dio che scorri nel mio sangue silenzioso e ferito, solleva le mie mani affinché io possa continuare,
toccale con il tuo fuoco vivo e accendile, ricostruiscile, strappale al torpore della morte,
e rendile degne, capaci di lottare.
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Antonio Justel Rodríguez
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Veröffentlicht auf e-Stories.org am 04.04.2026.