LA TAVOLA DEI DUE MONDI
Commedia–vaudeville spiritica con coro, musica e luci
Londra, fine XIX secolo
ESERGO
Mens agitat molem;
lumen revelat risum.
(La mente muove la materia;
la luce rivela il riso.)
— attribuito apocrifamente a Publio Virgilio Marone
PREFAZIONE
In questa versione la seduta spiritica diventa spettacolo totale:
parola, voce, ritmo, luce.
Il coro non è più soltanto voce dell’aldilà,
ma macchina scenica che canta, lampeggia, commenta.
Le luci non illuminano: ironizzano.
Il vaudeville non accompagna il testo: lo incalza.
Siamo a Londra, XIX secolo.
Ma il palcoscenico è senza tempo.
E quando i morti parlano…
lo fanno a tempo di musica.
PERSONAGGI
Virginia Woolf
Publio Virgilio Marone
Matilde Serao
Cesare Pascarella
IL MEDIUM
IL CORO SPIRITICO (voci + luci)
PIÈCE INTEGRALE
ATTO I – ACCENSIONE
Preparazione del rito
Luci:
Gas soffuso. Giallo caldo. Ombre lunghe.
Una luce pulsante sotto il tavolo (come un respiro).
MEDIUM
Now then… hands together.
No jokes, please.
PASCARELLA
Aho, se nun ride manco ’n’anima,
che so’ venuto a fa’?
MATILDE SERAO
Statte zitto, Cesà.
Chesta pare ’na cosa ’e rispetto.
VIRGINIA
(osserva)
It feels staged.
Which usually means it’s true.
(Il tavolo vibra. Un colpo secco.)
CORO – ENTRATA MUSICALE
Luci:
Micro-lampeggi bianchi, a ritmo.
Ogni lingua ha un colore.
CORO (inglese – luce blu)
Tap-tap, tick-tock,
time’s knocking at the door!
CORO (latino – luce ambrata, solenne)
Tempus fugit,
sed cantat dum fugit.
CORO (napoletano – luce rossa calda)
Tocca ’o tavuto,
ma nun è ’o tavuto,
è ’a voce ca vo’ asci’!
CORO (romanesco – luce gialla ironica)
Aho, piano co’ ’sti morti:
so’ più vivi de noi!
(Risatina corale.)
ATTO II – EVOCATIO METRICA
Apparizione di Virgilio
Luci:
Blackout breve.
Poi spot centrale sul tavolo.
(Tre colpi, in ritmo ternario.)
VIRGILIO (voce, riverberata)
Conticuere omnes
— sed mox risere.
PASCARELLA
Ahò, pure l’aldilà s’è messo a scherzà.
VIRGILIO – GIOCO METRICO I (cantato)
Musica:
Marcia lieve, quasi da café-chantant.
VIRGILIO
Mens agit,
risus solvit,
fata cadunt
dum ridemus.
(Il coro ripete l’ultimo verso in eco.)
CORO – RIPRESA VAUDEVILLE
CORO (italiano)
Ride il verso,
trema il senso.
CORO (latino, a canone)
Ridendo docet
qui docendo fefellit.
ATTO III – CONFUSIONE ARMONICA
Dialogo acceso
Luci:
Colori che si accavallano.
Effetto “cabaret spiritico”.
MATILDE SERAO
Poeta, ’a verità è corta.
Chi nun magna, nun scrive.
VIRGILIO
Panis brevis est;
verbum longius.
PASCARELLA
E daje…
Pure er pane se secca, però.
VIRGILIO – GIOCO METRICO II (vaudeville puro)
VIRGILIO
Tempus edax rerum,
(pausa)
sed edax ridendi.
CORO (tutti, a tempo)
Ah!
Ah!
Ah!
(Luci a flash.)
STORNELLO MUSICALE DEL CORO
CORO (napoletano, cantato)
Si ’o tiempo passa,
’o riso resta!
CORO (romanesco)
Si nun ce ridi sopra,
te schiaccia!
CORO (inglese)
Laugh it through,
or time laughs at you!
ATTO IV – EPIFANIA IN LUCE
Virginia al centro
Luci:
Spot bianco su Virginia.
Il resto in penombra danzante.
VIRGINIA
Maybe writing is this:
calling voices,
giving them rhythm,
and letting them sing.
VIRGILIO
Forsan et haec olim
meminisse iuvabit.
(Musica si spegne lentamente.)
CORO – FINALE MUSICALE
CORO (tutti)
Lingua su lingua,
luce su luce,
la verità balla
e inciampa felice.
Luci:
Accensione totale → buio improvviso.
HAIKU
Luci che ridono.
Il morto canta in metro.
I vivi ascoltano.
AFORISMA (con paternità)
“Forsan et haec olim meminisse iuvabit.”
— Publio Virgilio Marone
DIALLAGE
PASCARELLA
Io nun credo ai fantasmi.
MATILDE SERAO
E allora perché scrivi?
PASCARELLA
Pe’ sentì risponne.
VIRGINIA
That’s faith enough.
PARALIPOMENON
Si dice che, a sipario chiuso,
le luci rimasero accese da sole
ancora per qualche secondo.
Come se il coro
non avesse finito di cantare.
NOTA ANALITICO-DIDASCALICA FINALE
L’inserimento delle coreografie di luci trasforma il coro in corpo visivo:
la luce diventa commento, ironia, controcanto.
Il vaudeville musicale serve a desacralizzare il classico senza distruggerlo:
Virgilio non perde autorità, la guadagna ridendo.
Il latino metrico, spezzato e cantato, dimostra che il canone
sopravvive solo se accetta di ballare.
Questa pièce non evoca i morti:
mostra che la lingua stessa è uno spettro
che ritorna ogni volta che qualcuno ascolta davvero.
*****
*****
NIL ADMIRARI – ATTO UNICO AL COLOSSEO
Intermezzo vaudevilliano ai nostri tempi
SCENA UNICA
Tardo pomeriggio. Il Colosseo.
Turisti, romani, motorini, una guida che parla inglese a volume eccessivo.
Roma respira.
CORO (disordinato, multilingue)
Wow!
Madò che caldo.
Bloody hell…
Aò, levate!
Selfie! Smile!
Come on, hurry up!
(Entrano ORAZIO e NUMICIO. Vestiti sobri. Nessuna toga vistosa.
Sembrano due signori qualunque.)
ORAZIO
(guardandosi intorno, tranquillo)
Nil admirari, Numici.
Nulla di nuovo sotto ’sto sole che spacca le pietre.
NUMICIO
(annuisce)
Prope una res.
Ma gridano di più, adesso.
PASSANTE ROMANO
Aò, ma che so’, attori?
O è ’n programma culturale?
ORAZIO
(sorridendo)
Neither, mate.
We’re just passing by.
TURISTA AMERICANO
Is this… like… a performance?
NUMICIO
(secco)
If you clap, it becomes one.
VOCE NAPOLETANA (fuori scena)
Ué, ma chisti nun s’ ’o stupiscono ’e niente!
Chesta è gente pericolosa.
ORAZIO
(al pubblico)
A Roma, se nun te meravigli,
te guardano come uno che ha capito troppo presto.
NUMICIO
Et qui intellegit,
tacet.
(Un ragazzo inciampa. Risatine. Qualcuno filma.)
CORO
Oops!
Ahahah!
Mannaggia!
Bloody idiot!
ORAZIO
(sereno)
Vedi, Numici?
La caduta fa ridere solo chi resta in piedi.
NUMICIO
Sed etiam qui stat…
cadet.
PASSANTE ROMANESCO
Er più pulito cià ’a rogna, regà.
Annamo avanti.
ORAZIO
(stringendosi nelle spalle)
Exactly.
That’s the whole show.
(Silenzio breve. Il traffico continua. Nessun applauso.)
NUMICIO
(piano)
Beatus…
non est qui ridet.
ORAZIO
Sed qui non stupisce.
E adesso andiamo.
Prima che ci capiscano.
(Escono, confondendosi tra la gente.)
CORO FINALE (sottovoce)
Roma osserva.
Roma registra.
Roma non applaude.
CHIUSA (LATINA, COME SIGILLO)
Nil admirari.
Non per superbia.
Ma per sopravvivere.
***
DELITTO AL COLOSSEO
Vaudeville giudiziario in tre atti (con inciampi, cori e verità che scivolano)
ESERGO
«Se stava mejo quanno se stava peggio.»
(Proverbio romano)
E in un certo senso, sotto queste arcate, peggiorare è una forma d’arte.
PREFAZIONE
A voler essere sinceri, Roma non è una città:
è una commedia che recita anche quando non vuole.
Qui il Colosseo fa da quinta teatrale,
i turisti da comparse entusiaste,
e la giustizia… da suggeritore distratto.
Una turista americana che applaude tutto.
Un turista napoletano che commenta tutto.
Un tassista romano che sa tutto prima.
Un pubblico ministero che finge di sapere dopo.
E di punto in bianco, tra una foto e un gelato,
qualcuno smette di far ridere.
PIÈCE TEATRALE IN TRE ATTI
ATTO I – Allegro ma non troppo
Mezzogiorno. Il Colosseo ribolle. Un coro di turisti entra ed esce come onde.
CORO DEI TURISTI
Wow! / Amazing! / Madonna mia! / Selfie! / Smile!
TURISTA AMERICANA
(bloccata a centro scena)
Wow… this is… how do you say… the dog’s bollocks?
TURISTA NAPOLETANO
Eh, signurì, qua pure ’e pietre fanno scena.
Roma è all mouth and no trousers, ma convince.
TASSISTA ROMANO
(passando lento)
Aò, annate piano.
Qua pure er tempo cammina a passo doppio.
Un uomo scivola, inciampa, cade. Silenzio. Poi un “ouch” tardivo.
TURISTA AMERICANA
Oh! Ouch! … Oh dear.
TURISTA NAPOLETANO
Eh no.
Chisto ha fatto hit the sack… definitivo.
ATTO II – Farsa procedurale
Sirena. Entra il Pubblico Ministero, seguito da due agenti che sembrano usciti da un varietà.
PUBBLICO MINISTERO
A quattr’occhi… ma pure a orecchie larghe.
Chi ha visto, parli.
TASSISTA ROMANO
Io passo de qua di tanto in tanto,
ma quello… parlava troppo.
All bark and no bite, però disturbava.
TURISTA NAPOLETANO
Pareva uno che cercava guai come si deve.
TURISTA AMERICANA
He was… how do you say… pushy.
Always asking.
I told him: easy does it. He laughed.
PUBBLICO MINISTERO
(rivolto al pubblico)
Troppi galli a cantà…
e infatti, nun se fa mai giorno.
ATTO III – Finale a sorpresa (ma non troppo)
Notte. Il Colosseo illuminato. Un’atmosfera quasi da musical stanco.
CORO (sottovoce)
Roma osserva,
Roma registra,
Roma aspetta che qualcuno scivoli da solo.
PUBBLICO MINISTERO
In buona sostanza,
nessuno voleva uccidere nessuno.
Ma qualcuno voleva farla finita con le domande.
TURISTA AMERICANA
(confessando con imbarazzo)
I just… nudged him.
A tiny push.
I mean—no pain, no gain.
TURISTA NAPOLETANO
E vabbè…
a Napoli diremmo:
’o destino tene ’a spalla facile.
TASSISTA ROMANO
A Roma pure peggio.
Se cadi… è colpa tua.
PUBBLICO MINISTERO
Chiudiamo ’sta scena.
Piove o nun piove,
qualcuno stasera dorme male.
Buio. Applauso trattenuto.
HAIKU
Sotto l’arco
una risata scivola—
resta la pietra.
AFORISMA
«Life is a farce written by a sad clown.»
— Charlie Chaplin
DIALOGUE
COLOSSEO:
Io non giudico.
Io ospito.
ROMA:
E io incasso.
PARALIPOMENON
Nessuno notò che il tassista, uscendo,
canticchiava allegramente.
Roma, di solito, fischietta dopo.
NOTA ANALITICO-DIDASCALICA
Questa versione spinge il testo verso la vaudeville pura:
il delitto diventa pretesto,
la giustizia una coreografia,
i personaggi maschere consapevoli.
Il riso non assolve: scivola, come il corpo iniziale.
Il Colosseo è palcoscenico assoluto:
testimone che non applaude, ma permette l’applauso.
In fin dei conti, la vera vittima è la serietà.
E l’assassino?
Il caso. Sempre lui. Con grande esperienza teatrale.
*
IMMAGINE VIRTUALE CREATA DALL’I.A. CHATGPT OPENAI DI SAM ALTMAN
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Veröffentlicht auf e-Stories.org am 10.01.2026.
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